STORIE DI FAIR PLAY: "IO NON TIRO"

(di Mauro Migliavacca - La testa nel Pallone)


Siamo a Montebelluna, in provincia di Treviso. In una domenica di Novembre si gioca una partita valevole per il campionato Juniores tra i locali del Montebelluna (società affiliata all'Inter) e il Fontanafredda.
Ad un certo punto del match succede qualcosa di inaspettato, qualcosa di insolito, difficilmente osservabile in campionati maggiori, dai dilettanti alla Serie A: un avversario in determinate situazioni può essere o diventare (come in questo caso) un vero amico.
Protagonista di questa vicenda è l’attaccante classe 1998 del Montebelluna Andrea Baggio, cognome importante, ma nessuna parentela con il divin codino: vedendo un avversario in soccorso di un suo compagno di squadra - colpito da crampi - prende l'iniziativa e quello che ha fatto ce lo racconta direttamente lui in questa breve intervista in esclusiva.



PdC: Ciao Andrea, come si sono svolti i fatti?
AB: Tutto è partito mentre la squadra avversaria stava facendo girare il pallone. Ad un tratto un mio compagno di squadra (Feltracco) è caduto a terra colpito dai crampi e il difensore avversario lo ha soccorso senza fermare il gioco. Io ho notato che erano fermi e quando ho rubato palla al difensore e mi sono ritrovato in una chiara occasione da gol solo davanti al portiere, ho buttato fuori il pallone. L’ho ritenuta una cosa normale e spontanea da fare perché non mi sembrava leale segnare in una situazione simile.


PdC: Con il tuo atteggiamento hai dato un grosso insegnamento anche ai “grandi”. Ti aspettavi una cassa di risonanza mediatica così importante?
AB: Sinceramente non me lo sarei mai aspettato, però spero che quello che è successo serva a tutti per far capire i veri valori di questo sport.

PdC: Cosa ti ha detto il portiere della squadra avversaria al termine della partita? E i tuoi genitori?
AB: Il fatto che a fine partita i giocatori, i dirigenti e i mister di entrambe le squadre hanno appoggiato pienamente il mio gesto e si sono complimentati con me, è stata sicuramente la cosa più bella. Anche i miei genitori e i miei parenti si sono complimentati con me e mi hanno appoggiato.


Avversario o compagno di squadra, ma prima di tutto un ragazzo che si affaccia al mondo del calcio con passione e forza: questo è il messaggio autentico e leale di Andrea Baggio.


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