CON... ROBERTO BECCALOSSI - RESP. OSSERVATORI BRESCIA CALCIO

(di M. Fanuli)

Oggi Promesse del calcio incontra Roberto Beccalossi, responsabile degli osservatori del Brescia Calcio.


PdC: Buongiorno signor Beccalossi e benvenuto a Promesse del calcio. Per iniziare vorremmo sapere in cosa consiste il suo lavoro.
 RB: All’interno del settore giovanile del Brescia Calcio ricopro il ruolo di responsabile degli osservatori (principalmente per quanto riguarda l’attività di base, scuole calcio, pulcini ed esordienti), coordinando il loro lavoro settimanale in giro per i campi della provincia di Brescia. Mi avvalgo della collaborazione di 40 osservatori dislocati su tutto il territorio e copriamo non solo i campionati gestiti dalla FIGC, ma anche i 
tornei oratoriali organizzati dal CSI e dall’ANSPI locali. All’inizio della settimana che segue gli incontri del weekend (solitamente il lunedì) raccolgo le segnalazioni dei miei collaboratori per poi girarle al responsabile dei contatti con le società dilettantistiche, il quale a sua volta, in accordo con gli istruttori delle nostre squadre, convoca i giocatori segnalati per uno o più stage di aggiornamento.

PdC: Come ha inizio la ricerca di un giovane calciatore?
 RB: Essendo il nostro lavoro basato prevalentemente sulla ricerca dei calciatori in tenera età, a ogni osservatore (in base alla zona di residenza) vengono forniti i calendari di riferimento e, libero da ogni vincolo, gestisce a suo piacimento il proprio lavoro. Anche se spesso arrivano sul mio tavolo informazioni e segnalazioni che poi io giro a loro come urgenze da soddisfare.

PdC: Una volta individuato un potenziale talento, quali sono le procedure da intraprendere per portarlo nel proprio vivaio?
 RB: Come specificato sopra una volta che il ragazzo ha soddisfatto tutti i requisiti da noi richiesti, si contatta la società di appartenenza e la si invitata ad un appuntamento per la stipula del contratto.

PdC: Quali caratteristiche devono avere questi ragazzini per essere notati dalle società professioniste? Si guardano determinati aspetti anche in base a l'età?
 RB: Le principali caratteristiche che gli osservatori cercano nei ragazzini sono la corsa, la coordinazione, la tecnica (o almeno una di queste tre). 
Ho messo tra parentesi almeno una di queste perché seguendo ragazzi in tenera età è quasi impossibile trovare calciatori che possiedano già tutte queste qualità. 
Salendo con l’età ed entrando nella cosiddetta attività agonistica (giovanissimi-allievi), parliamo di ragazzi già formati calcisticamente, quindi si presta attenzione anche all’aspetto fisico (soprattutto nei ruoli di difesa) e al profilo caratteriale.

PdC: Vorremmo sapere quali sono stati il suo più grande successo ed il suo più grande rimpianto. Ci può fare due nomi?
 RB: Non sarebbe corretto parlare di mio successo personale, in quanto il mio lavoro (e quello prezioso ed indispensabile dei miei collaboratori) va ad inserirsi in un sistema perfetto che coinvolge più persone (il responsabile del settore giovanile, il responsabile delle società, gli istruttori/allenatori ecc.). Diciamo che se devo fare un nome sono particolarmente soddisfatto del fatto che sia diventato professionista Fabrizio Paghera; mentre rimpiango che non lo sia diventato Nicholas Ruta, classe '91 che ora gioca in Eccellenza nell’Orsa Iseo.

PdC: Il settore giovanile del Brescia, ormai da diversi anni, si contraddistingue per la qualità di ragazzi lanciati nella massima serie. È rimasto in contatto con qualcuno di loro?
 RB: Poiché passano un po’ di anni da quando scopriamo i ragazzi a quando diventano professionisti, difficilmente si riesce a mantenere contatti continuativi ed instaurare amicizie vere, anche se con tutti posso dire di essere rimasto in ottimi rapporti.

PdC: Per tutti coloro che vorrebbero intraprendere il lavoro di osservatore: ha qualche consiglio da dare su come iniziare?
 RB: Posso parlare della mia esperienza: prima di venire promosso responsabile sono partito anch’io come semplice osservatore di zona, mettendo nel mio lavoro (o forse è meglio chiamarlo hobby) tanta passione e tanta voglia di imparare da chi lo faceva già da diversi anni, anche se ho sempre cercato di non copiare, ma di creare delle regole mie e delle convinzioni personali. 
Questa è una cosa che ripeto anche ai miei collaboratori ed è il principale consiglio che posso dare a chi si vuole avvicinare ed intraprendere questo mestiere, che sta diventando sempre più importante e fondamentale nell’economia del settore giovanile di qualsiasi società professionistica.

PdC: Ci regali il nome di un giovane di cui sentiremo presto parlare. Quali sono le sue principali caratteristiche?
 RB: Un nome che mi sentirei di fare come futuro potenziale campione è quello di Andrea Caputo, classe 2000, dei Giovanissimi Regionali dell’Inter. Centrocampista centrale che abbina un’ottima visione di gioco ad un eccellente dinamismo, oltre ad essere dotato di una buona corsa.

PdC: Signor Beccalossi, Promesse del calcio la ringrazia per la disponibilità e spera di rincontrarla presto.
 RB: Ringraziando la redazione per l’interesse dimostrato nei miei confronti, porgo i miei più calorosi saluti a tutti i lettori.


© RIPRODUZIONE RISERVATA  -  28 APRILE 2014

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