UYL - AJAX VS BARCELLONA 1-0: CLASSE, STILE E QUALITA' (MA ANCHE INGENUITA')

(di Wouter Pennings)


Chi ama il bel gioco sa dove andare. Ieri sera, in una fredda e invernale Amsterdam, in tanti hanno assistito alla sfida (forse la più profumata di questa edizione della UYL) tra i gioiellini dell’Ajax e quelli del Barcellona. Non è un caso che mezza Europa stia puntando fortemente a seguire il modello di questi due storici club europei, entrambi fortissimi a livello giovanile ed entrambi con quattro Champions in bacheca.

Al centro sportivo De Toekomst, che significa non a caso “il futuro”, i Lancieri della famosa accademia olandese (che ha prodotto campioni come Cruijff, Van Basten, Bergkamp, Seedorf, Sneijder, Daley Blind, ecc.) hanno sfidato la cantèra catalana, “La Masía” (dove sono nati fenomeni come Puyol, Xavi, Iniesta, Fabregas e il grande Messi), nella quarta giornata del gruppo F.

A meno di un chilometro dall’Amsterdam Arena e in uno stadio con una capienza ufficiale di 2000 posti, si sono presentati in quasi 4000 ad assistere all’incontro, cifra allucinante per una partita di Youth League. Evidentemente la gente ha avuto ragione a non voler mancare.

Questi ragazzi hanno sempre  voglia di giocare, di far circolare la palla e di cercare la porta. È chiaro che si lavora tanto e bene sul piano tecnico, ad Amsterdam come a Barcellona. Nelle file dei Lanceri erano presenti ragazzi come Van de Beek, Nouri, Cerny e Muric, o come Vilanova, Carbonell, Cantalapiedra e il camerunense Lionel Enguene per i blaugrana. Quest’ultimo (forse non a caso con nome e numero della Pulce), sembra essere il più forte tra i catalani. Acquistato a soli dodici anni dal Barcellona sotto la forte raccomandazione del connazionale Eto’o, gioca da playmaker. La sua ultima prestazione non è stata proprio brillante, ma si vede subito che si tratta di un piccolo campione, che non solo ha un buon piede ed una visione di gioco oltre la media, ma anche la determinazione necessaria per assumersi tutte le responsabilità di una squadra che ancora non convince.


LA GARA
Mentre questa sera, le prime squadre dei due club si incontreranno per la loro partita di Champions, con il Barcellona nettamente favorito su gli olandesi, nell’antipasto U19 le due squadre, sulla carta, erano quasi alla pari: stessa età, stessa esperienza e stessa preparazione. L’Ajax ha dominato per quasi tutti i 90 minuti, padrona del campo, non solo nel possesso palla, ma anche e soprattutto per le occasioni create.
Il risultato di 0-0 alla fine del primo tempo, non ha reso giustizia a quanto visto in campo. Tra le numerose scivolate, provocate dalle non perfette condizioni del campo, l’Ajax è sembrata sicuramente la più determinata, ma le giovani promesse biancorosse (costantemente nella metà campo avversaria) hanno faticato non poco prima di passare in vantaggio. Bella prova soprattutto del ceco, classe ‘97, Vaclav Cerny, ad Amsterdam dal gennaio scorso e nominato per ben due volte talento dell’anno nel suo Paese d'origine. Un esterno sinistro mancino con grandi qualità tecniche e sempre nel vivo del gioco. Non a caso, sarà proprio lui a sbloccare il risultato su punizione dentro l’area, per fallo di mano del portiere ad inizio secondo tempo.
Meno brillante (ma pur sempre promettente) il croato Robert Muric, anche lui mancino, che però agisce solitamente sul lato destro del terreno di gioco. Preso quest’estate dalla Dinamo Zagabria e già inserito in prima squadra, Muric è rientrato da poche settimane da un’infortunio che gli ha negato l’esordio ufficiale agli ordini di Frank de Boer.
Ma i talenti più promettenti sembrano essere i due olandesi Donny van de Beek e Abdelhak Nouri. Cresciuti per un lungo periodo nel vivaio dell’Ajax, hanno dimostrato di poter essere dei futuri fuoriclasse. Ovviamente questo non è ancora il calcio che conta, ma i due centrocampisti sono sembrati già molto vicini ad avere un equilibrio ideale tra la tecnica e la consapevolezza tattica, nonostante la giovane età. Testa alta come strumento di autostima e un forte lavoro difensivo (soprattutto per il biondo Van de Beek) hanno messo in crisi il reparto centrale dei catalani.
I padroni di casa hanno giocato una gran partita, soprattutto dopo il gol del vantaggio, creando tantissime occasioni per chiudere l’incontro. Ma nonostante questo, la squadra di Wim Jonk (allenatore e responsabile di tutto il settore giovanile biancorosso) è riuscita raramente a trovare lo specchio della porta. Il bravo portiere dei catalani, André Onana (fidatevi del sottoscritto, non è per nulla un fenomeno!), non è stato mai impegnato severamente. 
In fase conclusiva è mancata ancora un po’ di freddezza e cattiveria, non solo per la punta Adham El Idrissi (di cui si parla già molto bene), ma per tutto il reparto offensivo.

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