KAI HAVERTZ - 11/06/1999 - GERMANIA

(di Marco Fanuli)






La sua storia è venuta fuori proprio a poche ore della partita di ritorno di Champions League tra Atletico Madrid e Bayer 04 Leverkusen (terminata con il passaggio ai quarti degli spagnoli). Una gara che il 17enne tedesco, Kai Havertz, ha visto soltanto in TV a causa di un "importante esame scolastico" (definito così dalla stessa società tedesca sui social), nonostante la sua presenza in campo nell'11 titolare dei tedeschi è oramai cosa nota.

Infatti, delle 19 presenze totali tra i grandi, tanti sono stati gli spezzoni di partita, certo, ma altrettanto numerose sono le gare affrontate dal 1' minuto (9 volte), tra cui proprio la partita d'andata degli ottavi di finale di UCL, persa in casa (2-4) contro gli spagnoli guidati dal Cholo Simeone. Quindi giusto o sbagliato lasciare fuori il ragazzo, impedendogli un'ulteriore crescita professionale?

Col senno di poi, la decisione della società tedesca, può essere giustificata dal fatto che solo un vero miracolo avrebbe consentito di ribaltare un risultato così netto come quello d'andata. Ma il punto di vista è soggettivo. Intanto il ragazzo - che ha accettato l'esclusione senza troppi clamori - continuerà il suo processo di maturazione in Bundesliga, non proprio l'ultimo campionato europeo in termini di prestigio.

Ma come è arrivato un classe '99 a far parlare così tanto di sé a livello europeo? Il Bayer lo abbraccia alla tenera età di 11 (nel 2010) prelevandolo dalla formazione di Quarta serie dell'Aachen, stregato dalle qualità tecniche del ragazzo e da un piede mancino che farebbe innamorare chiunque. Nel settore giovanile delle "Aspirine", con sede in uno dei Centri Sportivi più all'avanguardia, il Kurtekotten, il giovane Kai intraprende una strada che conduce ad un'idea di calcio offensiva, ma sempre con un occhio di riguardo verso la tecnica e lo stile nella giocata (tutte caratteristiche riscontrabili ancora oggi nel talentino tedesco). A 15 anni viene quindi aggregato, sotto età, all'U17 in una squadra composta principalmente da altri classe '99 che raggiunge la storica vittoria nel campionato B-Junioren in finale contro il Borussia Dortmund: di Havertz il primo gol che spiana la strada alla compagine di Leverkusen nel 2-0 finale.




Il salto in Prima squadra avviene ad inizio stagione: Kai viene convocato i primi di ottobre dal tecnico Schmidt, già suo "ammiratore" l'anno precedente quando il ragazzo giocava ancora nella Seconda squadra del club (lo testimoniano il ritiro e i numerosi allenamenti con i "grandi"). Appena due settimane dopo - il 25 ottobre 2016 - avviene l'esordio in Bundesliga nei minuti finali contro il Werder Brema, diventando così il più giovane esordiente in campionato nella storia del Bayer 04 Leverkusen, record bissato in Champions League nella quarta giornata del girone in casa del Tottenham (appena 4 minuti).

Talento cristallino alto 187 cm, nell'arco della sua rapida crescita professionale ha modificato posizione in campo (mezz'ala, esterno, regista e infine trequartista), acquisendo ulteriore intelligenza tattica nell'occupare "spazi franchi" giocando tra le linee delle difese avversarie come pochi alla sua età e si candida senza ombra di dubbio, a diventare uno tra i maggiori prospetti che oggi il calcio tedesco può offrire. Magari, in futuro, con qualche muscolo in più e magari con qualche esame in meno da sostenere, perlomeno fuori dal campo.


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