FELICE D'AMICO - 22/08/2000 - ITALIA

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di Alessandro Iacobelli

Una volta il calcio si giocava per strada, con il pallone che finiva sotto le automobili e la costante apprensione dei genitori. In quel contesto sono cresciuti fuoriclasse che hanno scritto pagine di storia del calcio mondiale.

All’alba del 2000 prende forma il profilo cristallino di un piccolo funambolo. A Palermo, il 22 agosto di inizio millennio, nasce infatti Felice D’Amico. Il nome non è certo casuale. Sì perché nei vicoli stretti del capoluogo siciliano tanti fanciulli passano con spensieratezza giornate intere dietro il prezioso 
diamante.

D’Amico però non si ferma all’asfalto e va oltre. Frequenta l’oratorio Don Orione e, mentre apprende i sani valori dell’esistenza, esaudisce il suo desiderio guardando la rete che si gonfia. Basta pochissimo per attirare l’attenzione del vivaio rosanero. Il Palermo decide allora di tesserarlo nella categoria Pulcini.

La tecnica di base c’è e questo lo si capisce ad occhi chiusi. Un copione simile, se vogliamo, al genio di Bari Vecchia, Antonio Cassano. Il Sud, in fondo, è un territorio da sempre fertile. Una differenza appare doveroso rimarcare: Felice, rispetto all’asso pugliese, sfodera una stabilità nei comportamenti che lo contraddistingue in positivo.

La trafila con la casacca palermitana è totale e senza pause. Baricentro basso (1 metro e 71) e rapidità incontrollabile nei movimenti. Sfera al piede è una delizia. Stazionando da ala sinistra può sprigionare potenza, precisione e classe nel convergere sul piede destro. A dire il vero il maggior numero di gettoni provengono dal ruolo di trequartista, ma potrebbe tranquillamente agire in casi di necessità a centrocampo come intermedio.



Con la squadra U17 del Palermo diventa mortifero al bersaglio: 29 reti in 53 presenze. Con tali numeri le porte della Nazionale azzurra si spalancano. Tra U16, U17 e U18 inanella 10 apparizioni con 4 marcature a referto. Dal 31 agosto è un pezzo pregiato dell’Inter. Il sodalizio nerazzurro ha strappato Felice D’Amico alla concorrenza spietata di molte pretendenti altolocate come Atalanta, Milan e addirittura Paris Saint Germain.

Sulle orme di Miccoli o Insigne? Le etichette spesso sono pericolose, si appiccicano addosso e non si staccano più. D’Amico dunque dovrà essere capace di sfoderare il suo indiscusso talento oltrepassando paragoni scomodi e pesanti.


Commenti

  1. FUTURO IN A, SI PROSPETTA UNA CARRIERA ALETTANTE

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