FORCING SCAMPIA - PRIMA PARTE

(di Laura Soriente)


Pensavano fosse Gomorra e invece era un campo di calcio. Quando il pregiudizio nasconde voglia di normalità.
Lunedì 5 gennaio h.12.00. Raggiungo la fermata della metropolitana Piscinola Scampia - quartiere nord di Napoli - e insieme a Gennaro Granato, direttore tecnico e sportivo dell'Asd – associazione dilettantistica oratorio Don Guanella - mi reco al campo sportivo per incontrare ragazzi, preparatori e il fondatore Don Aniello Manganiello. 250 ragazzi, 11 categorie, 30 le figure professionali, 0 gli euro percepiti. È un calcio sociale nato grazie a tempo e impegno di volontari e professionisti. Storia di una generazione che attraverso un pallone vuole portare in rete la propria voglia di normalità.

I campi di calcio di Scampia sorgono tra palazzi di cemento. A una manciata di metri, le Vele, infelice esperimento architettonico degli anni 60/70. Uno dei campi non ha mai avuto l'agibilità. Un tedioso rimpallo tra municipalità e comune impedisce il via libera. “Quando sono arrivato qui era il deserto” incalza Don Aniello “dove sorge il campo c'era terra battuta, portata via in seguito da vento e acqua scoperchiando tutto quel sottofondo di tegole, ferro, calcinacci” un parterre ostile e pericoloso. “Anche il campo sponsorizzato dalla Lega Calcio (che ha dato fondi per rifare il manto e allungarlo, campo dello spot Tim - ndr) era solo asfalto.
Sono riuscito, grazie anche a una possente rete di solidarietà a raccogliere oltre 200.000 euro in meno di 2 anni per realizzare campo e spogliatoi nuovi”. E con che risultati. 

Chi si aspettava la classica squadra alla “viva il parroco” si è trovato a ricredersi al fischio d’inizio. La prima squadra lo scorso anno è arrivata ai play off vincendo il girone e mantenendo sempre posizioni di vetta, fattore quest'ultimo che ha attirato parecchi osservatori sugli spalti. Si parla anche di un interessamento dell'Atletico Madrid. Cosa spinge il gruppo? Di certo non i soldi. “Noi siamo l'unica squadra di questa categoria che non percepisce rimborso, ecco perché lo stare insieme è il nostro progetto principale” ci spiega Massimo Di Sarra, allenatore della prima squadra (campionato di Promozione). 
Il mantenimento dei campi, le maglie, le trasferte sono sostenute da Don Aniello così come dalla gente del quartiere, piccoli sponsor locali tra cui la pizzeria Da Gennaro in corso Secondigliano (che tra l’altro è miglior pizza che io abbia mai assaggiato e a Napoli ci vado spesso). Un fattore limitante? No, uno stimolo; “allenare una squadra che ha un budget significa scegliere il meglio fra ragazzi che vengono pagati. Qui invece i ragazzi non percepiscono compensi e fanno del calcio per passione. Quindi vincere è ancora più bello”. Come dall'abbandono possa alimentarsi energia ce lo spiegano i ragazzi stessi e gli allenatori che ho incontrato sul campo. “Allenare è soprattutto stimolare il divertimento” prosegue Massimo “un modo per scaricare e liberare la mente da ogni forma di problematica. Attraverso l'allenamento cerchiamo di mettere i ragazzi in condizione di stare bene sia fisicamente che mentalmente. Il tutto in un contesto di degrado sociale ben noto (disoccupazione in primis) e strutture carenti che impediscono di accogliere il pubblico in un modo più consono e aumentare il bacino di utenza”.
I ragazzi dell'Asd oratorio Don Guanella si allenano 3 volte a settimana, tifano Napoli e amano Messi. Sono nati tutti qui. Dalle loro parole traspare il divertimento nel giocare e lo spirito di gruppo anche al di fuori del campo. 
Parlo con Michele Arienello (classe 2001) difensore e capitano della categoria regionale giovanissimi che mi porta l'amicizia come valore dominante in squadra, con Luca Del Prete (nella foto) giovane promessa classe 2003 della Juve Stabia, terzino sinistro, che con i suoi compagni gioca, parla e si diverte. Gennaro Angiolino, nato nel 1981 e attaccante della prima squadra, sceglie il termine famiglia e sottolinea il piacere di stare insieme, vuole morire a Scampia e pensare un domani di diventare allenatore per insegnare soprattutto l'umiltà. Se dovesse andare via, gli mancherebbe tutto del quartiere. Non vado oltre, la sua frase colpisce ed emoziona: “mi mancherebbe tutto di qua, l'amore è tutto qua”.


Durante la sua visita Laura Soriente ha intervistato:


Don Aniello Manganiello, fondatore dell'oratorio Don Guanella a Scampia







Un ringraziamento particolare a Gennaro e Don Aniello per l'accoglienza. Una giornata intensa, piena di volti e voci.


© RIPRODUZIONE RISERVATA  -  19 GENNAIO 2015

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